Tatuaggi che rilevano il cancro: sugli animali funzionano, ora test sugli uomini

tatuaggi

Avete presenti i tatuaggi, quelli che si è soliti farsi per motivi prettamente estetici o simbolici? Bene, d’ora in avanti questi non saranno gli unici tattoo in circolazione, perché di qui a breve verrà fuori un altro tipo di tatuaggio, un tatuaggio se vogliamo più utile rispetto a quelli che conosciamo, perché parliamo di un tattoo che sarà in grado di avvertirci nel caso in cui dovessimo contrarre il cancro.

Messa così potrebbe sembrare una cosa a dir poco fantascientifica, e invece no, perché questo progetto esiste davvero ed è stato possibile realizzarlo grazie ad un accurato lavoro di ingegneria biomedica. Ad occuparsene in prima persona è stato il Policlinico Federale di Zurigo. Ma come funziona questa nuova tecnologia?

La ricerca che riguarda i tatuaggi biomedici, a dire il vero, sono anni e anni che va avanti, ma soltanto in questo periodo sembra essere giunta ad un punto di svolta. In primo luogo sono stati condotti dei test volti a sperimentare l’utilizzo di questa nuova applicazione sugli animali, quali maiali e topi. E stanti i risultati che sono venuti fuori, sembra proprio che questa forma di tattoo possa avere gli stessi benefici anche per il mondo umano.

Dopotutto sarebbe molto interessante vederlo arrivare anche “tra noi”, se non altro perché l’utilità di questo tatuaggio biomedico è sorprendente: tale tattoo permette di allertare la persona nel caso in cui dovesse insorgere una forma tumorale, e persino segnalare lo stato di avanzamento del tumore stesso. In poche parole, di qui a breve i tatuaggi finiranno per essere utilizzati non solo per ragioni estetiche, ma anche per diagnosticare in tempi quanto più brevi la comparsa di eventuali malattie ad alto rischio evolutivo e degenerativo.

Per quanto riguarda i risultati prodotti, il tatuaggio, sugli animali, ha restituito risultati incoraggianti. In particolare, il tatuaggio è stato in grado di riconoscere precocemente dei tumori che hanno preso di mira la prostata, il colon e i polmoni. Ma attenzione, perché non bisogna pensare che questi tatuaggi biomedici saranno uguali a quelli che conosciamo: per il momento il tattoo biomedico avrà la forma di un neo, che comparirà solo ed esclusivamente nel caso in cui dovessero essere rilevate alterazioni a determinati parametri.

In parole povere, se “tutto va bene”, il tatuaggio non compare affatto: se appare, è perché nell’organismo vi sono parametri alterati. Al che il paziente, vedendosi comparire il tatuaggio, capisce che il suo stato di salute potrebbe essere compromesso e quindi può avviare in tempi brevi tutti gli accertamenti del caso. Perché si sa: il miglior modo per combattere i tumori sta nel riuscire a stanarli, e affrontarli, quanto prima.

Peccato però che prima di 10 anni è difficile che riusciremo ad assistere alla messa in campo dei tatuaggi biomedici, in quanto il sistema, per quanto sia risultato efficace sugli animali, deve essere prima di tutto testato sugli uomini e poi anche migliorato per risolvere quei problemi che ancora esistono. Uno dei problemi ravvisati, per esempio, sta nel fatto che il tatuaggio pare funzionare per circa un anno sottocute, dopo di che sarebbe da togliere e da rimetterne uno nuovo.

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