Sesso, quanto durano realmente i rapporti? Una ricerca fa chiarezza

coppia

Sul sesso si avvicendano miti e leggende di ogni tipo. La durata di un amplesso, ad esempio, costituisce uno degli argomenti più dibattuti tra amici e su cui si lanciano scommesse e affermazioni di ogni tipo. Cerchiamo allora di entrare un po’ più nel merito della questione rimettendoci a quando dice la scienza, unica vera fonte chiarificatrice di tanti aspetti che finora sono stati demandati al “sentito dire”.

Le persone si chiedono in buona sostanza quanto debba durare un rapporto affinché possa essere definito tale, o se sia più importante la durata o l’intensità del piacere. E’ evidente che le risposte a queste domande non possa mica darle la scienza, perché sono domande le cui risposte sono demandate alle esperienze e ai gusti di ciascuna persona. Tuttavia il dipartimento di psicologia dell’Università del Queensland ha voluto provare ad affrontare la questione, ponendo delle prime basi scientifiche circa la teoria del durata di un rapporto sessuale.

La ricerca australiana ha preso in esame 500 coppie eterosessuali, radunandole senza uno specifico criterio di età o di nazionalità. Per tre mesi, tutte queste coppie sono state scrupolosamente monitorate e sono state invitate a cronometrare la durata del rapporto.

Raccogliendo i dati è venuto fuori che lo stop al cronometro è arrivato nella stragrande maggioranza dei casi attorno ai 6 minuti. Questa insomma è la media pervenuta: è ovvio infatti che c’è chi ha fatto di più e c’è chi ha fatto di meno, con casi di coppie che hanno “esaurito l’intesa” appena dopo un minuto, e altre che invece sono riuscite ad andare avanti fino a 21 minuti. La media però è di 6 minuti, e il valore, vale la pena specificarlo, si riferisce alla sola parte maschile (l’altra metà della coppia infatti non è stata presa in considerazione nel calcolo).

Altra cosa interessante è che la maggior parte degli uomini monitorati aveva sovrastimato le proprie prestazioni: quasi tutti erano convinti del fatto che le loro performance sarebbero state più durevoli, ma dinanzi all’inoppugnabilità di un cronometro e alla ripetitività dei test (ricordiamo che le rilevazioni sono state effettuate per tre mesi e non su una singola prestazione), si sono tutti dovuti arrendere.

Per quanto riguarda invece il discorso circoncisione, che spesso e volentieri ha visto frapporsi due schiere di pensiero opposte, pare proprio che non vi sia chissà quale differenza: gli uomini circoncisi e quelli non circoncisi hanno mostrato risultati del tutto sovrapponibili, pertanto la circoncisione non sembra influire sulla durata del rapporto (cosa diversa invece dal godimento, per il quale pare che i circoncisi siano più “svantaggiati” degli altri a causa della perdita di sensibilità del glande).

Ma come è stato condotto questo test tanto… particolare? Le “regole del gioco” stabilite dai ricercatori prevedevano che a tenere il timer in mano fossero le donne. Nel momento in cui iniziava il rapporto, le donne premevano il tasto di avvio. E lo stop, ovviamente, arrivava nel momento in cui sopraggiungeva il godimento dell’uomo. Ciò significa che i preliminari e tutti gli atti non “tecnicamente” considerabili alla stregua di un rapporto sessuale, non sono stati presi in considerazione ai fini del calcolo.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi