Le nuove abitudini sessuali smontano il mito dell’italiano seduttore

Seduzione, che nobile arte! Le sue radici affondano nei miti più antichi. Si dice infatti che la seduzione nasca dall’amore cortese medievale, quando l’adorazione di una vergine innocente (o la moglie di un rivale) poteva essere compiuta con lusinghe e favori. I motivi più pratici non sono mai stati molto al di sotto della superficie e, in definitiva, i metodi che funzionano sono sempre quelli fondamentali: farle notare nella folla, farle sentire speciali, conquistare la loro fiducia, farle dilatare le pupille ed infine farle entrare nel letto.

La seduzione è, nella sua forma più elevata, un rituale che comprende varie regole. Un uomo non deve mai essere aggressivo né ingannevole, ma neanche troppo raffinato o discreto. Questo mito diffuso che sta dietro alla seduzione in generale ha sempre considerato la figura dell’uomo italiano come un emblema da seguire ed imitare. Da Casanova in poi, la storia ci ha tramandato i racconti di personaggi nostrani capaci di far cadere ai propri piedi qualsiasi donna.

Ma, come spesso accade, i miti tramontano, le cose cambiano e si evolvono in meglio o in peggio. Se pensiamo ancora all’uomo italiano come al più grande amatore dell’universo, con la passione insita nel profondo dell’animo e con la testa in cui echeggia la sola parola “sesso”, siamo completamente fuori strada. Sondaggi e dati alla mano infatti ci dicono questo: l’uomo italiota preferisce il sesso virtuale a quello reale e, dulcis in fundo,  il 45% dei maschi italici fa sesso con la propria donna una volta al mese.

Una nuova parola, nata dalla fusione di due concetti che non hanno nessun nesso logico ma solo concettuale, è emersa dai meandri della psicologia sessuale di coppia: il sexting. Di cosa parliamo? Messaggini hot inviati tramite sms o social network. Addirittura il 53% delle donne li utilizza più di 10 volte a settimana, piuttosto che sfogare la propria carica sessuale nel più classico dei modi: a letto!

Questa nuova frontiera è stata sondata con dovizia di particolari: i dati che emergono rivelano che l’88% degli italiani utilizza assiduamente il sexting (che no, non c’entra coi telefoni erotici per adulti). Ciò che va a demolire il vecchio mito dell’italiano seduttore incallito è che questa percentuale supera di gran lunga la media mondiale, che si attesta intorno al 73%. Non solo messaggini hot, ma anche “sex selfie”, i quali vengono fatti soprattutto tra le corsie dei supermercati. A tutto questo va ad aggiungersi la classica pornografia, di cui il web è pieno zeppo.

Quale sensazione ci lascia tutto questo? Semplice: la tecnologia è andata a creare un nuovo macro-cosmo in cui il sesso ha cambiato pelle, trasformandosi in qualcosa che sposta le sue attitudini classiche verso territori privi di confini-tabù. Ciò che rende tutto questo accettabile a livello sessuale è il raggiungimento dello scopo finale: l’orgasmo. Perché indipendentemente da come lo si raggiunga, certo è che il fine ultimo dell’eccitazione e del sesso rimane sempre lo stesso. E allora, che preferiate farlo dal vivo o che preferiate farlo virtuale; che vi piaccia farlo classico o che abbiate un approccio più trasgressivo, non fatevi problemi: l’importante è lasciarsi andare.

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